» Linee per un programma autonomista
Premessa
Il presente documento intende tracciare le linee fondamentali dei principi, delle finalità e degli obiettivi che giustificano la costituzione e l’operatività di un movimento politico che si propone di dare corso alle aspirazioni di autonomia che sono nutrite dalla comunità friulana, e che traggono origine da una cultura locale fortemente radicata nel modo di pensare e di comportarsi dei soggetti e delle famiglie che appartengono a tale comunità, o meglio alle tante e piccole comunità che formano complessivamente il popolo friulano.
Per popolo friulano si intende il complesso di soggetti che risiedono nel territorio che è compreso tra il Livenza e il Carso, e che sono accomunati non tanto da una lingua, quella friulana, strutturalmente diversa da quella italiana o dalle sue varianti, cui si aggiungono altre comunità che sono tradizionalmente friulane, ma che parlano lingue di derivazione tedesca o slava, o comunità di parlata veneta fortemente radicate nelle località di insediamento o in qualche modo collegate con quella friulana, quanto da una comune coscienza di appartenere alla stessa realtà storica, sociale e culturale.
La collocazione marginale rispetto alla penisola e alla Padania, la sua posizione di interconnessione culturale, economica e infrastrutturale rispetto al mondo germanico e slavo, una tradizione ecclesiastica e statuale che trova il suo nucleo originario nell’unico Patriarcato presente in Occidente ad esclusione di quello romano, l’esperienza plurisecolare di autogoverno espressa da uno dei più antichi parlamenti europei, il Parlamento della Patria del Friuli, una struttura insediativa fondata su una grande molteplicità di piccole comunità, una cultura della lealtà, della riservatezza, del rispetto per gli altri, della responsabilità, della concretezza, dell’impegno e della operatività, l’influenza di un territorio montano che comprende quasi la metà del territorio e che condiziona sensibilmente gli orizzonti mentali di quote significative di popolazione, sono tutti fattori che hanno sviluppato una cultura dell’autogoverno e dell’autonomia che rappresenta una delle caratteristiche più evidenti e profonde della realtà friulana.
La coscienza di essere un popolo distinto dagli altri, l’orgoglio di avere conservato una propria identità nei secoli malgrado il succedersi di dominazioni straniere o comunque estranee o sfruttatrici, la consapevolezza di essere in grado di risolvere i propri problemi con le proprie forze, senza dover attendere l’intervento dall’esterno, hanno animato alcuni momenti fondamentali della storia del popolo friulano. La conservazione di una lingua ladina per circa un millennio malgrado l’influenza delle classi dirigenti che si sono espresse per secoli in tedesco, in veneto e in toscano, l’epopea dell’emigrazione che ha affermato le doti del popolo friulano in tante parti del mondo, la vicenda della ricostruzione del primo dopoguerra, la forte prova di impegno dimostrata dopo il grande terremoto del 1976, l’affermazione di un sistema produttivo fondato sulla piccola e media impresa che ha fatto in pochi anni del Friuli una delle regioni europee più sviluppate, la costruzione di una università che è tra le più affermate d’Italia, rappresentano altrettanti momenti in cui i friulani hanno saputo affermare le proprie qualità di popolo di costruttori.
A tale cultura autonomistica non corrispondono strumenti altrettanto forti sul piano politico e su quello istituzionale. È necessario dotare la comunità friulana di strutture istituzionali che ne esaltino le capacità di autodeterminazione e di una struttura politica che sia in grado di ottenere tali strumenti e di mobilitare attorno ad essi la convinta adesione popolare.